Significato delle lettere dell’alfabeto ebraico: ב (bet/vet)

La lettera con cui inizia la Bibbia

La seconda lettera dell’alfabeto ebraico è la bet (ב). Corisponde alla nostra B, ma in realtà viene generalmente pronunciata come una V, a meno che non sia contrassegnata dal dagesh (דָּגֵשׁ), ovvero da un puntino posto al suo interno. Esclusivamente alcuni aschenaziti, gruppo etnoreligioso ebraico originario dell’Europa centro-orientale e prevalentemente di lingua e cultura yiddish, la pronunciano beis o veis.

La bet proviene dall’antico alfabeto fenicio in cui appariva con uno stile grafico diverso, come possiamo osservare dall’immagine riportata qui sotto:

È importante ricordare che la bet fenicia è la progenitrice delle sue sorelle più moderne, come la beta greca (β), la B latina e il cirillico Б.

Si tratta di una lettera molto importante per svariati motivi. Innanzi tutto occorre rimarcare che è quella con cui inizia la Genesi, il primo libro della Torah e della Bibbia.

È significativo constatare che l’Antico Testamento inizia con la seconda lettera dell’alfabeto in cui è stato scritto, che è però la prima lettera pronunciabile, essendo, come abbiamo avuto modo di osservare, la alef è muta. Da ciò noi Cristiani deduciamo che con l’Antico Testamento non si rompe il silenzio di Dio, il quale si infrange con l’Incarnazione di Cristo.

Troviamo la bet in tutti gli alfabeti semitici. In fenicio significava “casa”, e questa indicazione si è trasferita anche per ebrei e arabi (bayt). Il pittogramma stesso fa pensare ad una casa dell’età del bronzo.

Nell’ebraico moderno l’uso della bet è diffuso con il 4,98% della frequenza alfabetica totale.

La sua importanza si rileva anche dal punto di vista della sintassi e della grammatica in genere. Viene utilizzata anche come preposizione, agganciandola prima del termine successivo, unendosi ad esso per indicare “a”, “in” o “con”.

In Matematica rappresenta il numero 2, che simboleggia anche le due parti costituite da Torah scritta e Torah orale. Ovviamente questo valore si trasferisce anche in ghematria, la quale rappresenta una parte della teologia ebraica che utilizza i numeri e il loro significato per indicare dei concetti.

La valenza della lettera bet è confermata dall’essere l’iniziale altre parole ebraiche molto significative, in cui viene riconosciuta fondamentale in chiave cabalistica e ghematrica, come ad esempio berakhah (בְּרָכָה = benedizione) o berit (בְּרִית = alleanza, patto).

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