Una ricerca sulla situazione politica del II secolo a.C. in Israele
Traendo le informazioni dal libro storico della Bibbia denominato Primo Libro dei Maccabei, nonché da fonti storiche e relazioni bibliografiche, come ad esempio “Gli Ebrei nell’Impero Romano “, a cura di Ariel Lewin, si evince un quadro piuttosto complesso della situazione politica vigente nella Palestina del II secolo a.C.
Si tratta proprio del periodo in cui, al di là della occupazione formale e conclamata avvenuta nel 63 a.C. quando Pompeo Magno conquistò il Regno di Giudea, iniziò a consolidarsi l’influenza dell’Impero Romano in quei territori.
In un primo tempo a fare da discrimine circa gli atteggiamenti diplomatici e strategici degli Israeliti, fu la grande potenza dell’esercito romano, che dominava ogni battaglia, e trasmetteva la forza di Roma in tutto il mondo antico.
Parallelamente c’era, da parte degli Israeliti, e soprattutto delle loro frange, per così dire, estremiste, la necessità di svincolarsi dal gioco dei Seleudici e del re Antioco IV Epifane.
I Romani avevano già dato ampia dimostrazione di superiorità e di capacità di dominare i Seleucidi, esattamente come fecero con Cartagine e la Macedonia, e ciò diede spunto all’autore del I Libro dei Maccabei di soffermarsi in modo preciso, puntuale e completo proprio su queste vittorie. A avvicinarsi a chiedere l’amicizia di Roma fu dunque Giuda Maccabeo, ricordato anche per essersi posto a capo di una storica rivolta.
In una ri-traduzione dal tedesco del I Libro dei Maccabei, che troviamo nell’opera citata e curata da Lewin, figura la seguente frase, che corrisponde a 1Mac 8,1-16: «Essi [n.d.r: i Romani] avevano conquistato re vicini e lontani, e tutti quelli che venivano a conoscenza della loro fama ne avevano timore. Chiunque essi volevano aiutare a diventare re, diventava re, e chiunque essi volevano, destituivano; ed erano grandemente lodati».
Gli Asmonei (chiamiamoli già così anche se la dinastia fu fondata da Simone nel 140 a.C.), quindi, cercarono deliberatamente l’appoggio di Roma, forse sottovalutando le pressioni che l’Impero della città eterna esercitava sugli alleati.
Non fu la prima volta nella storia di Israele che i governanti e gli uomini politici compivano scelte che si dimostrarono sensibili. Ricordiamo le alleanze del Regno di Israele e del Regno di Giuda, che furono causa delle conquiste da parte degli eserciti mesopotamici, o alcune scelte ardite che storicamente sono riportate sul Libro dei Giudici.
Infatti neppure la Giudea si sottrasse al destino degli “alleati” di Roma, e il risultato fu la conquista di Pompeo.
D’altra parte le opzioni a disposizione, in presenza di una foraz prorompente come quella romana, erano veramente poche, delicate e difficili.
Il Primo Libro dei Maccabei fu redatto nel I secolo d.C. quando sul trono della Giudea, alleata dei Romani, sedeva Giovanni Ircano I, figlio di Simone il Maccabeo e nipote di Giuda il Maccabeo. Il Regno comprendeva anche Samaria e Galilea, che erano originariamente parte dello scomparso Regno di Israele, o Regno del Nord.

