28 dicembre: Santi Innocenti Martiri, ecco chi sono

Una ricorrenza che celebra dei bimbi dimenticati dalla Storia

Dopo il Santo Natale si ricordano nell’ordine Santo Stefano (primo martire cristiano), San Giovanni (il più “teologico” degli evangelisti) e il 28 dicembre gli Innocenti martiri. Chi sono questi ultimi?

Occorre risalire al periodo della nascita di Gesù, quando nell’attuale Terra Santa regnava Erode il Grande, che, preoccupato della profezia che annunciava la nascita di un “Grande Re” destinato a regnare su tutta la terra, ordinò che tutti i bambini al di sotto dei due anni fossero uccisi.

Proprio per evitare a Gesù questa sorte, Giuseppe decise di ascoltare la voce dell’angelo apparsogli in sogno, e di portare Maria Santissima e il Bambino in Egitto. Questa decisione soddisfò anche un’altra profezia, ovvero quella annunciata dal profeta Osea: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio» (Os 11,1).

La Chiesa non ha dimenticato quelli che da innocenti sono stati i primi martiri in relazione alla venuta di Cristo. Rispetto a Santo Stefano, consapevole del proprio destino ed eroico nell’accettarlo, questi bimbi sono stati trucidati senza possibilità di reazione o replica.

Anche oggi assistiamo a carneficine di innocenti, sacrificati sull’altare di un malinteso “diritto personale” e dell’egoismo. Martiri che non possono replicare né invocare clemenza, a cui viene tolta quella vita che chi decide la loro morte ritiene inviolabile per sé stesso.

Il 28 dicembre è dunque una ricorrenza storica e religiosa, ma deve anche essere considerata una rimembranza che faccia riflettere sul significato della vita, delle leggi, nonché di tutto ciò che l’uomo potrebbe o non dovrebbe fare per acquisire un vera dignità umana.

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