Alle radici storiche della nostra Fede: la piscina di Siloe

Citata varie volte in Antico e Nuovo Testamento

La piscina di Siloe (o Siloam, dal nome del luogo sito ai piedi del Monte Ophel in Gerusalemme), è un’antichissima opera che risale addirittura al 1800 a.C. quando fu scavato il canale profondo circa 6 metri che la alimentava. Ai tempi di re Ezechia, e dunque attorno al 700 a.C., l’afflusso delle acque venne incrementato attraverso un altro tunnel scavato nella roccia che attingeva dalla sorgente di Gihon.

La Bibbia la cita diverse volte. Isaia la menziona in Is 8.6 e parla del tunnel di Ezechia in Is 22.9. Nel Vangelo di Giovanni abbiamo il racconto della guarigione del cieco da parte di Gesù, narrato in Gv 9.

Si sviluppava su due livelli, e quello inferiore è stato identificato dagli archeologi nel 2005, dopo aver scoperto l’anno precedente la scalinata che metteva in comunicazione l’area delle due vasche.

Anche gli storici ammettono la presenza di Gesù presso la piscina di Siloe, essendo essa costruita a sud del Tempio: Il Cristo certamente avrebbe potuto compiere in quel luogo le abluzioni prescritte prima dell’accesso, come la maggior parte dei fedeli. La piscina era posta infatti in posizione ideale circa l’accesso al Tempio per i pellegrini che vi si recavano provenienti da fuori Gerusalemme, e dove potevano utilizzarla come mikveh (o mikvah), che significa “raccolta” e che era il bagno rituale purificatorio.

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